Capodanno

A Capodanno: esprimi un desiderio. Come scrivere i “buoni propositi” per il 2019?

La lista dei desideri

Il Natale appena trascorso e l’avvicinarsi del Capodanno portano con sé la tradizionale abitudine di scrivere la LISTA DEI DESIDERI per il nuovo anno. È un appuntamento fisso. Ci si ritrova a gettare uno sguardo indietro all’anno che sta volgendo al termine e uno avanti a quello che sta per iniziare. Ma come scrivere il proprio elenco di buoni propositi senza ansia per il futuro e senza lasciarsi inghiottire dalla sfiducia determinata dal passato?

È innegabile che spesso ci si ritrovi in balìa dei pensieri, fantasticando su ciò che verrà piuttosto che facendo progetti concreti. Allo stesso tempo, sembra altrettanto frequente la sensazione di fallimento e frustrazione che finisce per contaminare il nuovo inizio, spegnendo ogni capacità di desiderare.

Come fare allora?

Cosa succede psicologicamente quando giunge Capodanno?

Prima di passare a qualche suggerimento per affrontare l’arrivo del 2019, è importante prendere consapevolezza di cosa accade a livello psicologico per cui è così difficile fare i conti con il nuovo inizio.

Il capodanno è un momento di passaggio.

Nella nostra mente il capodanno viene vissuto come transizione dal vecchio al nuovo. Come se si stesse per affrontare un cambiamento. Ma è realmente così? Il calendario ci farebbe pensare di sì! Nei fatti cambia solo un numero. Ci hai mai fatto caso? Eppure ognuno si attiva come se realmente si stesse preparando a cambiare qualcosa. Considerazione interessante, penserai. Cosa me ne faccio? Aspetta e capirai.

Fine e inizio.

Se c’è un cambiamento, allora qualcosa di vecchio sta finendo e qualcosa di nuovo sta per cominciare. Ognuno si prepara, quindi, a lasciare andare qualcosa per accogliere altro.

Esperienza contemporanea di emozioni differenti.

L’esperienza del cambiamento porta con sé l’esperienza contemporanea di emozioni molto diverse tra loro. A volte opposte. C’è chi vive con nostalgia o tristezza l’idea di lasciare andare ciò che si è vissuto nell’anno appena trascorso, chi sperimenta rabbia nell’accorgersi di quanti eventi spiacevoli ci sono stati nell’ultimo anno, chi è gioioso e riconoscente per ciò che ha avuto. E poi c’è chi sperimenta emozioni ambivalenti nell’immaginare ciò che potrà accadere: paura, trepidazione, ansia, coraggio, entusiasmo, energia.

Tra passato e futuro.

Nell’avvicinarsi a Capodanno si resta sospesi tra passato e futuro. Con un piede in ciò che è stato e un piede pronto per entrare in qualcosa che ancora non si conosce. E quasi si perde di vista il presente.

Tra bilanci e pianificazione.

Da un lato si fanno bilanci, mettendo sui piatti della bilancia ciò che si è realizzato e ciò che è mancato. Dall’altro ci si proietta nel futuro sulla base dei propri desideri che, puntuali come ad ogni “cambio anno” riaffiorano alla mente.

Buoni propositi e difficoltà a mantenerli

Viste le premesse, sembra davvero complicato pensare ad una serie di buoni propositi. Propositi che effettivamente possano essere mantenuti, per non arrivare l’anno successivo con la stessa sensazione di sospensione e incompiutezza.

Durante le festività di fine anno ci si trova in una condizione particolare. Una specie di realtà parallela in cui sembra serpeggiare l’obbligo di essere buoni e felici. Una situazione, quindi, in cui aumenta il livello di controllo su sé stessi a discapito della capacità di fare esperienze libere e di esplorare. La compresenza di emozioni opposte rende difficile essere “felici a tutti i costi”. Eppure è abitudine comune sforzarsi di eliminare o nascondere alcune emozioni in ragione di altre più socialmente accettate. Quindi si finisce per NON SENTIRE veramente. E ricordo quanto sia utile usare le emozioni come bussola per decidere in che direzione muoversi.

Spesso ci si trova incastrati in “nuove sfide” per le quali non si è fatta realmente una scelta. Si finisce per aderire a propositi decisi da altri, standard che niente hanno a che vedere con il proprio modo di sentire e di essere. Desideri fuori tempo. Inseriti in una tendenza imposta dall’immaginario collettivo, quella del “ricomincio il primo gennaio”.

 Come prepararsi al nuovo anno?

I propositi si basano su credenze radicate e giudizi aprioristici, spesso focalizzati su ciò che manca. Come se necessariamente dovesse mancare qualcosa. Proprio per questo, l’idea diffusa a inizio anno è quella di ricominciare piuttosto che procedere. Di colmare lacune, raggiungere obiettivi completamente nuovi, ridefinire le proprie priorità. In questo modo si finisce con il perdere di vista il presente mentre si resta incatenati ad aspettative irrealistiche. Si attende ciò che ancora dovrà accadere, iperattivandoci su qualcosa che ancora non esiste.

Ecco allora alcuni suggerimenti per prepararsi al 2019 in modo libero, consapevole e piacevole!

Fermati invece di iperattivarti

Vivi ciò che sta accadendo, ascoltando il tuo tempo. Non necessariamente per te è tempo di cambiare.

Goditi il presente

Il passato è andato, ciò che è fatto non può essere modificato. Del futuro non puoi conoscere tutto e la pretesa di controllarlo è illusoria. Non sai cosa ti renderà felice domani, ma puoi di certo sapere come stai ora.

Accetta l’esperienza contemporanea di più emozioni e rendi possibile la loro espressione

Esprimere autenticamente ciò che senti piuttosto che essere gioioso a tutti i costi è fonte di benessere. Sentire autenticamente ti consentirà di percepirti come persona intera, non parziale, e quindi di ESISTERE.

Ricorda che anche se cambiano agende e calendari tu non sei obbligato a cambiare

Cambia solo se lo desideri e ricorda che non è saggio ricominciare da zero. Guarda quindi al nuovo anno come al procedere della tua vita a partire da quello che hai.

Risolvi te stesso per andare avanti

Chiediti: cosa si ripete nella mia vita? Quali ritornelli nella mia quotidianità sono spiacevoli? Voglio cambiarli? Come posso farlo?

(Leggi anche “lo scopo della psicoterapia“)

Pianifica invece di accettare sfide

Pensa ad obiettivi da raggiungere e desideri da realizzare piuttosto che accogliere sfide. Se lo fai chiediti se lo stai facendo per te o per compiacere altri.

Come scrivere la tua lista dei desideri?

L’atto di desiderare è importante. Consente di vedersi proiettati nel desiderio realizzato e di avere un pensiero positivo che consenta di mobilitare tutte le risorse per raggiungere gli obiettivi. Desiderare dà energia! Entusiasmo!

Ma come devono essere gli obiettivi per il nuovo anno?

  • Devono guardare al passato solo per sapere quali sono le risorse che già si possiedono;
  • Devono essere abbastanza “rischiosi” da concedere la possibilità di muoversi dal proprio stato attuale e abbastanza “conservatori” da non tradire ciò che si è;
  • Devono essere ambiziosi (aggiungere valore), realistici (fare i conti con i dati di realtà) e concreti (le fantasie portano a frustrazione);
  • Adatti a te e al tuo tempo.

Dott.ssa Luana GIOVANELLI

Psicologa, Psicoterapeuta, Analista Transazionale CTA

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