psiconutrizione menopausa

Menopausa: catastrofe o opportunità? Consigli psiconutrizionali

La menopausa è una fase specifica della vita della donna. Si parla spesso della menopausa come momento di crisi. Vengono enfatizzati i disturbi fisici e psicologici legati a questa fase del ciclo di vita femminile. Questo genera non poche paure.

Complessità

La menopausa è una fase di vita, ma anche un fenomeno caratterizzato da elevata complessità. Per questo, risulta utile utilizzare diversi punti di osservazione per leggerlo. Ed è consigliabile un approccio integrato per prendersene cura. È importante agganciare gli aspetti biologici, ormonali e metabolici ad aspetti psicologici.

Vediamo insieme alcuni aspetti chiave che descrivono il fenomeno.

Ormoni

Ecco una delle prime cose che vengono in mente parlando di menopausa! Il cambiamento ormonale. Questo mutamento sembra generare “tutto”. Gli ormoni vengono utilizzati come la più comune giustificazione a tutti i cambiamenti della donna. Compresi i famosi “sbalzi d’umore”. In ambiente medico i disturbi psicologici legati alla menopausa sono considerati, e quindi curati, come inevitabile conseguenza dello sconvolgimento ormonale. Pullulano quindi pubblicità di farmaci e integratori con le conosciutissime scatole rosa. Poco spazio viene dato alla considerazione degli aspetti emotivi legati al cambiamento.

Vampate di calore

Altro grande classico nella rappresentazione della donna in menopausa! La variazione nel livello di estrogeni è la spiegazione. Tuttavia, le vampate sono strettamente correlate a disturbi psichici che mantengono e, spesso, peggiorano il sintomo. Quando si presentano in maniera intensa e frequente aumentano l’incidenza di disturbi del sonno, disturbi attentivi (concentrazione e memoria) e disturbi del desiderio sessuale. Questo incide sui livelli di stress che, a cascata, scatena nuove vampate.

Cambiamento e perdita

Il cambiamento, per la donna, è totale. La conclusione del ciclo mestruale si collega, a livello psicologico, al passare del tempo e alla fine della fertilità. La donna cambia fisicamente e a questo è connessa una generale trasformazione dal punto di vista relazionale e sociale.

Corporeità e immagine di sé

Le modifiche ormonali sono responsabili del cambiamento nella distribuzione del grasso corporeo. Questo non spiega necessariamente l’aumento del peso. Tuttavia la donna comincia a fare i conti con una corporeità differente e un’immagine di sé in trasformazione. Rilevante è l’aumento di stress che può indurre ad un diverso consumo di cibo. Cibi ipercalorici possono essere utilizzati come mediatori emotivi. Il comportamento alimentare in questo periodo si modifica e questo può avvenire in due direzioni. La trascuratezza o la cura estetica ossessiva. Il primo tipo di comportamento è tipico delle donne che, vedendosi cambiate, pensano “non ci sia più nulla da fare”. Il secondo tipo è quello delle donne che “continuano a sentirsi giovani” e vogliono a tutti i costi mantenersi tali. L’obiettivo, dunque, dovrebbe essere quello di trovare la giusta misura.

Transizione

Mentre la donna è in menopausa, solitamente tutta la famiglia si trova in una fase di transizione importante. Le fasi in cui solitamente si inserisce la menopausa sono due.

  • La famiglia “trampolino di lancio”, in cui i figli si preparano all’autonomia e quindi alla separazione dai genitori;
  • La famiglia come “nido vuoto”, in cui i figli sono ormai fuori casa.

Vista la transizione in cui si trova la donna a livello psicosociale, il cambiamento risulta ancora più complesso durante la menopausa. La donna sperimenta uno stato di incertezza, confusione e emozioni ambivalenti.

Perdita

Ogni cambiamento comporta una perdita. La perdita di uno stato precedente, di equilibrio, di abitudini consolidate, di ruoli sociali e relazioni. È importante ricordarlo per una donna in menopausa. La perdita può portare con sé umore depresso che, trascurato, può condurre a depressione.

Coppia e sessualità

La donna che cambia nella sua corporeità e nella propria psiche, ha più difficoltà a sentirsi forte e fiduciosa nella relazione di coppia. È importante che la coppia si ritagli spazi di vicinanza e che possa riacquisire nuova energia! La sessualità deve essere rimessa al centro.

Consigli nutrizionali

In menopausa seguire un’alimentazione adeguata è importante per ridurre i sintomi e mantenere la donna in buona salute. È preferibile assumere ortaggi e verdure che contengano molto calcio e sali minerali (che diminuiscono in questo periodo). È utile diminuire il consumo di latticini che potrebbero portare ad un aumento del peso. Essenziale, inoltre, è la vitamina D contenuta in alte concentrazioni nell’olio di fegato di merluzzo. E in misura minore nei pesci grassi, nelle uova e nella carne di origine animale.

Per contrastare gli sbalzi d’umore è importante assumere fitoestrogeni abbondanti nella frutta secca, nella soia e più in generale nei legumi.

Approccio integrato: da catastrofe a opportunità

Durante la menopausa potrebbe essere utile iniziare un percorso psiconutrizionale, allo scopo di affrontare sia gli aspetti psicologici che biologici. Tutto questo allo scopo di ristabilire l’equilibrio psicofisico!

La cura degli aspetti fisiologici è importante. Altrettanto importante è la riscoperta di sé attraverso l’analisi degli aspetti emotivi, cognitivi e comportamentali che caratterizzano la donna in questo delicato periodo di vita. Un percorso integrato può consentire di individuare e sviluppare risorse nuove affinché la menopausa diventi una nuova opportunità per piacersi.

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Dott.ssa Luana Giovanelli – Psicologia e Psicoterapia

Dott.ssa Cristina Fantasia – Biologa Nutrizionista

psicosomatica

Sintomi psicosomatici: come riconoscerli?

Il corpo è una spia della psiche, ma il suo linguaggio deve essere “riconvertito”, tradotto di nuovo nei termini dei conflitti psichici che non siamo stati capaci di affrontare.

Aldo Carotenuto

È ormai evidente che esista una relazione profonda tra mente (psiche) e corpo (soma). L’esperienza di questo legame è di tutti. Siamo continuamente inondati di proposte di percorsi olistici che ci consentano di ristabilire l’ormai tanto desiderato “equilibrio mente-corpo”.

Cosa significa psicosomatico?

Il termine psicosomatico ha a che fare con tutti quei sintomi o disturbi che presentano contemporaneamente una componente organica e una componente psicologica. La psicosomatica rimanda ad una visione unitaria e complessa della persona.

Medico o psicologo?

Nel mondo scientifico, in relazione alla salute, vi è chiarezza riguardo ai disturbi psicosomatici e un certo grado di accordo rispetto alla doppia natura (psichica e organica) di alcuni sintomi. Per i non professionisti, tuttavia, risulta ancora complicato cominciare a pensare alla possibilità che sia possibile/necessario un intervento integrato per disturbi di questo genere.

Medico o psicologo? La risposta, dunque, è: entrambi!

Spesso le persone avviano un vero e proprio “pellegrinaggio” da un medico ad un altro per trovare una spiegazione ai propri sintomi, pur in assenza di evidenze specifiche della presenza di una patologia fisiologica. Le analisi sono buone. Non sono stati riscontrati disturbi specifici ad apparati, sistemi, organi o tessuti. Le cure farmacologiche tentate hanno portato ad un miglioramento della sintomatologia, ma il problema non si è risolto definitivamente e ciclicamente si ripresenta.

Così la persona comincia a sperimentare un senso di frustrazione e frequentemente nella relazione con medici e familiari si sente incompresa e svalutata per il disagio o il dolore che sente.

Cosa sta succedendo al corpo?

Quando la persona sviluppa stress acuto o cronico, quando vive un trauma, quando sente emozioni che non sa identificare, comprendere e gestire, il corpo invia segnali chiari e specifici. Tutto questo serve ad attirare l’attenzione su un tipo di malessere che ha ben altra origine. Quale?

L’origine dei sintomi psicosomatici

I sintomi psicosomatici hanno origine in una iperattivazione acontestuale, costante e prolungata del Sistema Nervoso Autonomo (Sistema Simpatico). Il Sistema Simpatico si attiva naturalmente in condizioni di emergenza. Le emozioni collegate sono solitamente paura, rabbia e tristezza. Ciascuna di esse ha una funzione adattiva solo se risulta congruente alle condizioni nelle quali si trova la persona. Ognuna presuppone la presenza di pericolo, minaccia, invasione, perdita. Quando la persona manifesta i sintomi?

  • Quando il Sistema Nervoso Autonomo si attiva in assenza dei presupposti sopra citati (pericolo, minaccia, invasione, perdita);
  • Nel momento in cui si manifestano emozioni incongruenti alla situazione (per esempio, paura in assenza di pericolo reale);
  • Se l’attivazione si sviluppa per un periodo di tempo molto lungo;
  • Quando il livello di intensità dell’attivazione supera il limite di tolleranza della persona.

Cosa succede a livello fisiologico?

Il Sistema Simpatico attiva una serie di risposte fisiologiche e neurovegetative che insistono sull’organismo, determinando veri e propri danni biologici.

I disturbi psicosomatici possono coinvolgere diversi organi e generare l’insorgenza di una lunga lista di sintomi. Tra questi sintomi troviamo i seguenti.

  • Gastrointestinali (gastrite, colite spastica);
  • Apparato cardiocircolatorio (tachicardia, aritmie, ipertensione);
  • Apparato urogenitale (dolori mestruali, impotenza, anorgasmia);
  • Sintomi dell’apparato respiratorio (asma);
  • Sistema cutaneo (psoriasi, dermatite, pruruto);
  • Sintomi del sistema muscoloscheletrico (mal di testa, mal di schiena, crampi, stanchezza).

Questi sono solo alcuni dei sintomi somatici che potrebbero discendere da cause psicologiche.

Quali sono le cause psicologiche più frequenti?

Spesso l’esordio dei sintomi coincide con periodi di stress prolungato (stress cronico) o con un singolo evento stressante. Anche situazioni traumatiche non risolte possono essere alla base di manifestazioni psicosomatiche di varia intensità.

Come prendersi cura dei sintomi psicosomatici?

Dopo avere escluso ogni causa fisiologica, è importante prendersi cura dei sintomi dal punto di vista fisiologico (contattando medici specialisti) e affiancare alla cura farmacologica, un percorso psicologico o psicoterapeutico che consenta di comprendere l’origine del disturbo.

È possibile risolvere definitivamente il problema psicosomatico solo mediante un’accurata ricostruzione della storia sintomatologica, l’identificazione delle emozioni sottostanti e la scoperta del significato che la persona attribuisce soggettivamente agli eventi di fronte ai quali si attiva emotivamente e somaticamente.

Il corpo è una buona porta di ingresso per conoscere il proprio mondo interiore!!

Dott.ssa Luana Giovanelli – Psicologa e Psicoterapeuta

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Capodanno

A Capodanno: esprimi un desiderio. Come scrivere i “buoni propositi” per il 2019?

La lista dei desideri

Il Natale appena trascorso e l’avvicinarsi del Capodanno portano con sé la tradizionale abitudine di scrivere la LISTA DEI DESIDERI per il nuovo anno. È un appuntamento fisso. Ci si ritrova a gettare uno sguardo indietro all’anno che sta volgendo al termine e uno avanti a quello che sta per iniziare. Ma come scrivere il proprio elenco di buoni propositi senza ansia per il futuro e senza lasciarsi inghiottire dalla sfiducia determinata dal passato?

È innegabile che spesso ci si ritrovi in balìa dei pensieri, fantasticando su ciò che verrà piuttosto che facendo progetti concreti. Allo stesso tempo, sembra altrettanto frequente la sensazione di fallimento e frustrazione che finisce per contaminare il nuovo inizio, spegnendo ogni capacità di desiderare.

Come fare allora?

Cosa succede psicologicamente quando giunge Capodanno?

Prima di passare a qualche suggerimento per affrontare l’arrivo del 2019, è importante prendere consapevolezza di cosa accade a livello psicologico per cui è così difficile fare i conti con il nuovo inizio.

Il capodanno è un momento di passaggio.

Nella nostra mente il capodanno viene vissuto come transizione dal vecchio al nuovo. Come se si stesse per affrontare un cambiamento. Ma è realmente così? Il calendario ci farebbe pensare di sì! Nei fatti cambia solo un numero. Ci hai mai fatto caso? Eppure ognuno si attiva come se realmente si stesse preparando a cambiare qualcosa. Considerazione interessante, penserai. Cosa me ne faccio? Aspetta e capirai.

Fine e inizio.

Se c’è un cambiamento, allora qualcosa di vecchio sta finendo e qualcosa di nuovo sta per cominciare. Ognuno si prepara, quindi, a lasciare andare qualcosa per accogliere altro.

Esperienza contemporanea di emozioni differenti.

L’esperienza del cambiamento porta con sé l’esperienza contemporanea di emozioni molto diverse tra loro. A volte opposte. C’è chi vive con nostalgia o tristezza l’idea di lasciare andare ciò che si è vissuto nell’anno appena trascorso, chi sperimenta rabbia nell’accorgersi di quanti eventi spiacevoli ci sono stati nell’ultimo anno, chi è gioioso e riconoscente per ciò che ha avuto. E poi c’è chi sperimenta emozioni ambivalenti nell’immaginare ciò che potrà accadere: paura, trepidazione, ansia, coraggio, entusiasmo, energia.

Tra passato e futuro.

Nell’avvicinarsi a Capodanno si resta sospesi tra passato e futuro. Con un piede in ciò che è stato e un piede pronto per entrare in qualcosa che ancora non si conosce. E quasi si perde di vista il presente.

Tra bilanci e pianificazione.

Da un lato si fanno bilanci, mettendo sui piatti della bilancia ciò che si è realizzato e ciò che è mancato. Dall’altro ci si proietta nel futuro sulla base dei propri desideri che, puntuali come ad ogni “cambio anno” riaffiorano alla mente.

Buoni propositi e difficoltà a mantenerli

Viste le premesse, sembra davvero complicato pensare ad una serie di buoni propositi. Propositi che effettivamente possano essere mantenuti, per non arrivare l’anno successivo con la stessa sensazione di sospensione e incompiutezza.

Durante le festività di fine anno ci si trova in una condizione particolare. Una specie di realtà parallela in cui sembra serpeggiare l’obbligo di essere buoni e felici. Una situazione, quindi, in cui aumenta il livello di controllo su sé stessi a discapito della capacità di fare esperienze libere e di esplorare. La compresenza di emozioni opposte rende difficile essere “felici a tutti i costi”. Eppure è abitudine comune sforzarsi di eliminare o nascondere alcune emozioni in ragione di altre più socialmente accettate. Quindi si finisce per NON SENTIRE veramente. E ricordo quanto sia utile usare le emozioni come bussola per decidere in che direzione muoversi.

Spesso ci si trova incastrati in “nuove sfide” per le quali non si è fatta realmente una scelta. Si finisce per aderire a propositi decisi da altri, standard che niente hanno a che vedere con il proprio modo di sentire e di essere. Desideri fuori tempo. Inseriti in una tendenza imposta dall’immaginario collettivo, quella del “ricomincio il primo gennaio”.

 Come prepararsi al nuovo anno?

I propositi si basano su credenze radicate e giudizi aprioristici, spesso focalizzati su ciò che manca. Come se necessariamente dovesse mancare qualcosa. Proprio per questo, l’idea diffusa a inizio anno è quella di ricominciare piuttosto che procedere. Di colmare lacune, raggiungere obiettivi completamente nuovi, ridefinire le proprie priorità. In questo modo si finisce con il perdere di vista il presente mentre si resta incatenati ad aspettative irrealistiche. Si attende ciò che ancora dovrà accadere, iperattivandoci su qualcosa che ancora non esiste.

Ecco allora alcuni suggerimenti per prepararsi al 2019 in modo libero, consapevole e piacevole!

Fermati invece di iperattivarti

Vivi ciò che sta accadendo, ascoltando il tuo tempo. Non necessariamente per te è tempo di cambiare.

Goditi il presente

Il passato è andato, ciò che è fatto non può essere modificato. Del futuro non puoi conoscere tutto e la pretesa di controllarlo è illusoria. Non sai cosa ti renderà felice domani, ma puoi di certo sapere come stai ora.

Accetta l’esperienza contemporanea di più emozioni e rendi possibile la loro espressione

Esprimere autenticamente ciò che senti piuttosto che essere gioioso a tutti i costi è fonte di benessere. Sentire autenticamente ti consentirà di percepirti come persona intera, non parziale, e quindi di ESISTERE.

Ricorda che anche se cambiano agende e calendari tu non sei obbligato a cambiare

Cambia solo se lo desideri e ricorda che non è saggio ricominciare da zero. Guarda quindi al nuovo anno come al procedere della tua vita a partire da quello che hai.

Risolvi te stesso per andare avanti

Chiediti: cosa si ripete nella mia vita? Quali ritornelli nella mia quotidianità sono spiacevoli? Voglio cambiarli? Come posso farlo?

(Leggi anche “lo scopo della psicoterapia“)

Pianifica invece di accettare sfide

Pensa ad obiettivi da raggiungere e desideri da realizzare piuttosto che accogliere sfide. Se lo fai chiediti se lo stai facendo per te o per compiacere altri.

Come scrivere la tua lista dei desideri?

L’atto di desiderare è importante. Consente di vedersi proiettati nel desiderio realizzato e di avere un pensiero positivo che consenta di mobilitare tutte le risorse per raggiungere gli obiettivi. Desiderare dà energia! Entusiasmo!

Ma come devono essere gli obiettivi per il nuovo anno?

  • Devono guardare al passato solo per sapere quali sono le risorse che già si possiedono;
  • Devono essere abbastanza “rischiosi” da concedere la possibilità di muoversi dal proprio stato attuale e abbastanza “conservatori” da non tradire ciò che si è;
  • Devono essere ambiziosi (aggiungere valore), realistici (fare i conti con i dati di realtà) e concreti (le fantasie portano a frustrazione);
  • Adatti a te e al tuo tempo.

Dott.ssa Luana GIOVANELLI

Psicologa, Psicoterapeuta, Analista Transazionale CTA

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PSICONUTRIZIONE

Come gestire l’alimentazione durante le feste? 10 Suggerimenti Psiconutrizionali.

Da Natale a Capodanno: cibo al centro!

Addobbi, luci, regali, inviti, auguri e… Cibo. Durante le feste, la parola d’ordine sembra essere MANGIARE! I dolci la fanno da padrone, insieme a tutta una serie di leccornie di ogni genere. Tradizioni, specialità tipiche e innovazione enogastronomica. Abitudini culinarie consolidate negli anni, riti e rituali familiari.

Tutto ruota intorno ai 4 pasti principali, che diventano veri e propri eventi. La vigilia e il pranzo di Natale, il cenone e il pranzo di Capodanno. Eppure, l’avvento delle festività natalizie sembra essere motivo, per molti, per mettere in atto meccanismi di ipercontrollo sul proprio comportamento alimentare. Tutto fa presupporre che vi sia nell’aria tanta ansia più che piacere e rilassatezza. Insomma, l’esatto opposto di ciò che ci si aspetta dalle festività!

Come gestire al meglio la propria alimentazione?

È senza dubbio utile rinfrescare alcuni suggerimenti in ambito alimentare, che possano aiutare a mantenere lo stato di benessere fisico a cui naturalmente tendiamo. É importante ricordare che queste linee guida hanno importanza soprattutto per chi ha problemi di sovrappeso o obesità. Nonché per coloro che seguono una dieta e non vogliono “rovinare” il lavoro intrapreso.

Non ingrassare, durante le feste, sembra impossibile per tutti. Aumenta sulle nostre tavole la presenza di dolci e pietanze caloriche. Ma é necessario considerare che NON TUTTI hanno necessità di restringere, controllare, regolare. Ma ognuno ha bisogno di mantenere il proprio equilibrio psicofisico. Ecco perché é utile considerare alcuni aspetti psicologici nella gestione del comportamento alimentare durante le festività; comportamento che sembra modificarsi in funzione di alcune credenze distorte e meccanismi disfunzionali.

Ecco alcuni suggerimenti Psiconutrizionali per te!

1) Ricordati che i giorni di festa sono 4.

Anche se é chiaro per tutti che i giorni di festa sono 4, spesso ci si comporta come se le festività durassero quasi un mese. Si finisce così per lasciarsi tentare da ogni genere di prelibatezze durante tutto il periodo pre e post natalizio, adottando strategie restrittive proprio nei 4 giorni in cui si potrebbe sperimentare più libertà a tavola.
Il consiglio é di concedersi cibi golosi (panettone, pandoro, cioccolato, alimenti calorici) SOLO durante la cena della vigilia, il pranzo di Natale, il cenone di Capodanno e il pranzo del primo dell’anno.

2) No ai digiuni!

I digiuni pre e post natalizi sono utilizzati spesso come rimedio agli eccessi. Non é necessario, né utile. Quindi aboliti i digiuni!

3) Stretegie “pre”.

Prima dei pasti delle feste é utile continuare a seguire un piano alimentare sano e riprendere il proprio stile di vita equilibrato a partire dal 26 dicembre. Anche se si é in compagnia si può optare per pasti ipocalorica fino al cenone di capodanno.

4) Godersi alcuni pasti ipercalorici non significa rompere gli schemi.

É importante non confondere i pasti delle feste come “rottura” di uno schema. Si sta semplicemente concedendo al proprio fisico l’assunzione di qualche caloria in più. Non saranno le calorie assunte durante i 4 giorni fatidici a determinare la nostra forma fisica del resto dell’anno. Considerare “rottura” di uno schema ciò che non lo é, significa dare il lasciapassare per continuare a trasgredire. Perché “ormai il danno é fatto”. Nessun danno se l’assunzione di cibi ipercalorici é ristretta nel tempo.

5) Niente paura!

La paura è un’emozione utilissima. Ma solo se congruente alla situazione. Quindi se esiste un reale pericolo o una minaccia per sé. Vivere con ansia l’alimentazione durante le feste non ha senso. Non vi é alcun pericolo nell’assumere una quantità di cibi ipercalorici superiori alla norma per un’occasione speciale! Non c’é una reale minaccia per il proprio peso o la propria immagine corporea.

6) Ascoltati!

Questo è il suggerimento più prezioso, quello che a tavola e nella vita bisognerebbe seguire sempre. Ascolta i tuoi bisogni. A volte durante i pasti delle festività ci obblighiamo alle grandi abbuffate. Perché “a Natale é giusto così”, “Perché alle tradizioni non si rinuncia”, per non offendere chi ha cucinato, perché “é un peccato sprecare tutto quel buon cibo”. E spesso, ci si dimentica di ciò che si vuole veramente. Ascolta il tuo senso di fame e sazietà, mangia solo ciò che ti piace e ti va. Concediti tutti quegli alimenti che ami in abbondanza, ma senza esagerare. Senza superare il tuo limite.

7) Il principio del piacere.

Goditi i momenti insieme a famiglia e amici, senza pensare al peso! Senti ciò che ti accade: gioia, allegria, piacevolezza. Troppo spesso si mette da parte il senso del piacere come se non fosse accettabile. E questo è vero soprattutto a tavola. Qual è l’ultima volta che hai assaporato davvero un cibo?? Da quanto tempo non fai caso a quanta bellezza ci sia nel condividere un pasto con le persone a te care? Mentre mangia guarda meno il piatto e guardati un po’ di più intorno!

8) Strategie per smaltire i chili in più.

Il leggero aumento di peso nei giorni di festa non rimane molto a lungo se si riprende a seguire una dieta equilibrata. Nel giorno successivo a quello del pasto ipercalorico prediligi un’alimentazione ipocalorica di compenso che preveda frutta e verdura.

9) Aggiungere piuttosto che tagliare.

Sembra un paradosso ma… Durante i pasti di festa pensa ad aggiungere alla tua alimentazione ciò che ti piace e che non ti concedi spesso, piuttosto che a tagliare ciò che é troppo calorico. É tutta una questione di mente! Più si è soddisfatti a tavola e meno si avrà bisogno di esagerare. E ricorda che il buon umore a tavola incide positivamente sulla gestione del comportamento alimentare.

10) No all’ipercontrollo!

Strategie altamente restrittive conducono all’effetto contrario. Lo sai che più ti controlli e più tenderai successivamente a trasgredire? Scegli per te un controllo protettivo, fatto di piccoli accorgimenti e ascolto profondo. Un controllo ostile (fatto di regole e punizioni), conduce ad un aumento della probabilità che a lungo andare tu ti muova con libertà ribelle. E quindi che perda il controllo in modo irragionevole. Nel comportamento alimentare é tipico infatti finire per abbuffarsi dopo aver ristretto molto! Ricorda di concederti sempre piccoli spazi di libertà e godertela!

Buone Feste!!

Dott.ssa Luana Giovanelli Psicologa e Psicoterapeuta (segui)
Dott.ssa Cristina Fantasia Biologa Nutrizionista (segui)