Lo scopo della psicoterapia: il cambiamento

Il percorso psicoterapeutico inizia nel momento in cui la persona, sperimentando uno stato di sofferenza psicologica, sceglie di rivolgersi al professionista per risolvere un problema. Risolvere un problema in psicoterapia significa cambiare.

Durante il percorso la persona individua i suoi nuclei problematici, comprende il suo modo di funzionare nel qui e ora alla luce della sua storia evolutiva e familiare, apprende nuovi modi di pensare, sentire e agire nei diversi ambiti della sua vita e ridecide. Affinché un cambiamento sia duraturo nel tempo la persona ha da fare un percorso profondo di conoscenza di sé per poi scegliere consapevolmente di fare qualcosa di diverso con sé e con gli altri. La scelta di cambiamento in psicoterapia complessa poiché implica il “lasciare andare” modalità arcaiche non più funzionali benché abituali e confortanti.

La struttura della psicoterapia

La psicoterapia è un percorso più lungo della consulenza psicologica. Inizia con la delicata fase dell’alleanza terapeutica, in cui si costruisce la relazione tra paziente e psicoterapeuta. Le prime sedute sono dedicate alla valutazione psicodiagnostica, alla comprensione del problema della persona, alla raccolta di informazioni rispetto alla storia evolutiva e familiare e alla definizione condivisa di un contratto di lavoro.

Lo scopo del contratto è quello di avere un accordo chiaro sugli obiettivi realmente perseguibili durante il percorso. Obiettivi che siano significativi per il paziente, alla luce della difficoltà che riporta. Obiettivi chiari e verificabili nel corso della psicoterapia.

Più avanti nella terapia la persona ha modo di sviluppare consapevolezza circa il suo modo di funzionare, partendo da situazioni della vita quotidiana specifiche e concrete. Lo step successivo è quello di creare ponti di significato con il passato della persona, per dare senso a ciò che succede oggi rispetto alla storia di vita passata.

L’ultima fase della psicoterapia, che conduce allo svincolo dal terapeuta, è la possibilità per la persona di sperimentarsi in ciò che di nuovo ha appreso all’interno della relazione terapeutica per poi trasferire gli apprendimenti a tutte le situazioni della vita.

La persona acquisisce autonomia sia nel riflettere su di sé, sui propri stati interiori, sui propri comportamenti che nel prendere decisioni e renderle operative nella quotidianità.

I disturbi psicologici

La persona può giungere in terapia in seguito alla diagnosi (a volte autodiagnosi) di un disturbo a partire da sintomi più o meno chiari (p. esempio attacchi di panico, ansia, depressione, disturbi dell’alimentazione e della nutrizione). Non sempre è così. Ma in entrambi i casi è utile per la persona affrontare il percorso così come l’ho precedentemente descritto. La persona è unica, non è identificata né identificabile con un sintomo o disturbo!