STEREOTIPI

Voglio aggiornare questa sezione del mio sito con gli stereotipi e i luoghi comuni più diffusi rispetto al lavoro dello psicologo:

  • Dallo psicologo ci vanno “i pazzi”: lo scetticismo rispetto alla richiesta d’aiuto spesso è collegato a questo luogo comune inesatto. Persone con un funzionamento normale, non patologico, possono trovarsi in particolari momenti della vita a vivere un disagio (p. esempio problemi di coppia), a sperimentare uno stato di sofferenza (p. esempio un lutto), ad avere la necessità di sviluppare nuove competenze (p. esempio in situazioni di cambiamento lavorativo, nel diventare genitori, nel cambiare città, …), ad aver bisogno di informazioni su una determinata problematica.
  • Se inizio una percorso con lo psicologo, non finirò mai più: il fatto che le psicoterapie possano durare un lungo periodo di tempo è vero. Tuttavia non sempre è così. E ciò che è più importante: un buon percorso terapeutico o di consulenza mira all’autonomia, non alla dipendenza!
  • Lo psicologo è una professione per vecchi: l’equivalenza età-competenza non è sempre veritiera. Ci sono psicologi giovani, che hanno deciso di investire da subito in una formazione psicoterapeutica. Ci sono psicologi “anziani” che hanno deciso di abilitarsi e specializzarsi in epoche successive della vita. Ciò che determina la competenza sono i percorsi formativi e le esperienze “sul campo”.
  • Lo psicologo legge la mente: ancora questa capacità non è stata data a nessuno. Lo psicologo o psicoterapeuta conoscerà del suo cliente/paziente solo ciò che lui deciderà di fargli sapere.
  • Lo psicologo o psicoterapeuta dà consigli: nessuno psicologo competente darà consigli, poiché l’obiettivo dei percorsi di consulenza e di psicoterapia è quello che la persona possa, autonomamente, decidere ciò che è meglio per sé.