Tempi e scopi

La valutazione psicodiagnostica è un processo circoscritto nel tempo. Si tratta di 2/3 incontri di valutazione.

La valutazione psicodiagnostica può avere due scopi:

– la produzione di un certificato diagnostico/di una relazione;

– la presa in carico da parte del professionista che svolge la valutazione o l’invio ad altro professionista/struttura.

È importante sottolineare che il certificato prodotto da uno psicologo professionista ha il valore legale di una scrittura privata, quello prodotto da una struttura pubblica convenzionata corrisponde ad un atto amministrativo mentre quello prodotto da una struttura pubblica del Sistema Sanitario Nazionale ha pieno valore in tutte le sedi legali.

Strumenti

La valutazione psicodiagnostica si svolge mediante l’uso del colloquio clinico, dell’osservazione e di strumenti testistici di vario tipo.

Il colloquio clinico utilizza materiale verbale portato dal paziente per esplorare il sistema cognitivo-verbale della persona: ciò che la persona dice e pensa di sé. Il colloquio clinico rappresenta anche uno spazio di osservazione specifico e strutturato. Al clinico offre un segmento di osservazione del comportamento in una data osservazione e di elementi non verbali. Costituisce, inoltre, un esempio di come la persona si muove a livello interpersonale. L’esplorazione si focalizza anche su aspetti emotivi e sulla raccolta di elementi significativi della storia evolutiva e familiare della persona.

I test sono concepiti come strumenti che potenziano e integrano il lavoro di esplorazione che lo psicologo fa con il cliente attraverso il colloquio clinico. La necessità di somministrare una batteria di test sarà stabilita di volta in volta dal professionista, a seconda del problema presentato dal cliente.